Blockchain - Innovazione

8 Ottobre 2020

Oscar Paolo Legnani

Il  sistema delle Filiere vive, oggi, di conflitti di interesse. Gli Enti (Associazioni o Consorzi) detentori del «Marchio di Filiera»  sono gli stessi che:

  • dettano le regole;
  • incaricano i partecipanti degli obblighi di autocertificazione (sia di qualità che di comportamento);
  • generano un sistema gerarchico e di responsabilità a cascata che, volendo, penalizza la trasparenza (difficile a volte individuare il singolo responsabile);
  • utilizzano la tecnologia per il minimo possibile.

In sintesi, le Filiere sono realizzate con organizzazioni gerarchiche che hanno vertice nei predetti Enti i quali generano un Regolamento (per gli accreditamenti, le procedure, le responsabilità, le certificazioni e la supervisione) al  quale si sottopongono tutti gli attori della Filiera stessa, impegnandosi ad adempierlo.

Il tutto si basa sul meccanismo dell’autocertificazione dei singoli (nella filiera dell’olio, per esempio: del coltivatore di olive; chi si occupa della raccolta; il trasportatore; chi lavora le olive).

Il settore, dunque, è sostanzialmente «autoregolamentato» e fondato sulle “dichiarazioni”  unilateralmente emesse dai singoli attori, a formare un insieme di carteggi a firma tradizionale.

In caso di irregolarità, pochi hanno interesse a far emergere il vulnus, potendosi tendenzialmente trovare più conveniente gestirlo, tenerlo sommerso, o comunque non dichiararlo.

Palese, infatti, il conflitto di interessi insito in un meccanismo auto-accreditato, ove il soggetto che controlla è lo stesso che genera le regole, avalla la Filiera e detiene la visibilità e il valore della stessa, attraverso il marchio.

Come superare l’attuale sistema?

Scarica l’articolo in formato .pdf

Leggi l’articolo precedente

Leggi l’articolo successivo