Intelligenza Artificiale - Diritto europeo

Beatrice Pirovano

Il 20 aprile 2021 la Commissione europea ha approvato la proposta di Regolamento sull’Intelligenza Artificiale (qui la pagina dedicata del sito della Commissione Europea), approvazione che rappresenta un passo concreto verso la realizzazione della strategia europea sull’intelligenza artificiale (anche solo, in acronimo AI “Artificial Intelligence”), lanciata nell’aprile 2018 e del Libro bianco sull’AI del 2020 (qui il testo).

La necessità di regolamentare il tema dell’Intelligenza Artificiale, d’altronde, è oggi sempre più impellente, dal momento che essa si è affermata come nuovo strumento abilitante delle relazioni (da uomo a uomo, da uomo a macchina e da macchina a macchina).

Diversi sono gli obiettivi che si prefigge la nuova proposta.

Tra questi:

  • l’adozione di un impianto normativo che abbia l’Uomo al centro;
  • la necessaria realizzazione di strumenti di AI che siano rispettosi dei diritti umani e dei valori fondamentali dell’Unione;
  • la costruzione di una leadership europea nel settore dell’AI;
  • la creazione di condizioni abilitanti per la diffusione e lo sviluppo dell’AI.

 

In un’ottica dunque di promozione delle tecnologie e di tutela della persona, la proposta della Commissione regolamenta le modalità e i limiti all’uso di tecnologie di AI.

Nel far ciò, la Commissione definisce i livelli di rischio delle tecnologie AI: inaccettabile, elevato, medio o basso.

Le tecnologie AI, con livello di RISCHIO INACCETTABILE (es. giocattoli che, per mezzo di assistenza vocale, incitano all’odio o comportamenti pericolosi i bambini) sono bandite dal territorio dell’Unione e fuori di questo, qualora abbiano effetto su un cittadino dell’Unione.

Le tecnologie con livello di RISCHIO ALTO per la salute, la sicurezza o i diritti fondamentali delle persone (così verranno definiti i sistemi di IA specificamente elencati in un allegato del Regolamento) sono soggette a precisi obblighi di trasparenza, di costruzione, a controlli di risk management attraverso specifiche valutazioni di conformità.

Le tecnologie AI a RISCHIO MEDIO (es. chatbot, assistenti vocali) sono poi sottoposte a specifici obblighi di trasparenza al fine di rendere consapevole l’utente di interagire con una macchina.

Per le tecnologie a RISCHIO BASSO (es. filtri anti-spam, videogiochi AI), invece, è sufficiente che esse siano sviluppate in conformità ai vigenti obblighi normativi.

La proposta di Regolamento prevede poi la creazione di un Comitato europeo per l’intelligenza artificiale, per sorvegliare sul corretto rispetto della regolamentazione ed importanti sanzioni in caso di mancato rispetto a quest’ultima.

La proposta passerà ora al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea. 

In caso di approvazione, il Regolamento AI è destinato ad entrare in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e sarà pienamente applicabile entro 24 mesi da tale data.