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Eureka! Come tutelare le invenzioni

scritto a quattro mani, insieme al Dott. Filippo Indolfi dello Studio Laforgia Bruni & Partners Srl, consulenti in proprietà industriale

In uno scenario imprenditoriale sempre più competitivo e globale, la realizzazione di un nuovo prodotto o l’individuazione di un processo produttivo creativo e innovativo costituisce un vantaggio competitivo di inestimabile valore per le Imprese.

Saper mettere “a bilancio”, dando a quel valore, intangibile, una valenza concreta – e quindi strategica – è di fondamentale importanza.

Questa funzione è assolta dai diritti di proprietà industriale: essi consentono ai propri titolari di acquisire un diritto di esclusiva sulla propria idea, alimentando allo stesso tempo l’avanzamento dello stato della tecnica e favorendone quindi il suo ulteriore e continuo sviluppo.

Lo sviluppo progressivo dell’uomo è vitalmente dipendente dall’invenzione. (Nikola Tesla)

Spesso l’imprenditore è spaventato dall’idea di rendere pubblici i dettagli delle proprie invenzioni e scoperte industriali, per il timore che altre imprese – concorrenti – possano trarre direttamente e immediatamente vantaggio da ciò che, per l‘imprenditore,  è stato frutto di lungo lavoro e ricerca e investimento, avvantaggiandosene nel breve periodo e con poco sforzo economico.

Nulla di più sbagliato, in realtà.

La brevettazione di invenzioni industriali consente, al contrario, di far propri tutta una serie di vantaggi, che il solo mantenimento del “segreto” industriale non consente di ottenere.

I vantaggi di brevettare un’invenzione

In particolare, i brevetti consentono all’Impresa che ne è titolare di:

  • realizzare un vantaggio competitivo, basato sulla creazione di una posizione monopolistica (seppur temporanea, ma ragionevolmente lunga – vista anche la crescente velocità con cui la tecnica si evolve oggigiorno -, ossia 20 anni) su determinate tecnologie o prodotti o procedimenti;
  • escludere i concorrenti da un determinato settore di mercato, conseguendo così una posizione di presidio o di ulteriore distinzione, acquisendo nuovi clienti ed evitando atti di competizione non corretti o iniqui;
  • tutelare, mettere a frutto e a reddito gli investimenti fatti, in termini di risorse economiche, personale addetto alla ricerca e sviluppo, competenze ed esperienze personali utilizzate e messe a punto per arrivare alla definizione del nuovo prodotto e/o procedimento;
  • essere maggiormente attrattiva nei confronti di eventuali investitori, che valutano positivamente (e quindi remunerano maggiormente in caso di ingresso nella compagine societaria) la presenza di uno o più titoli di proprietà industriale nel patrimonio dell’azienda;
  • godere di una maggiore credibilità anche nei confronti degli istituiti di credito, che possono a loro volta indirizzare i propri portafogli verso investimenti in imprese innovative ma anche lungimiranti;
  • individuare una nuova fonte di ricavo, nel caso in cui non si intenda sfruttare direttamente il brevetto, ampliando la propria produzione o i propri servizi, ma si decida di concedere in licenza il brevetto a terzi.

Oltre ai benefici che direttamente sono tangibili e concreti per l’imprenditore, anche la collettività può trarre vantaggio dalla pubblicazione di nuove invenzioni:

  • accrescendo la cultura generale, grazie all’acquisizione e alla conoscenza delle invenzioni, che vengono rese pubbliche al momento della loro registrazione, e quindi consentono alla collettività di sapere quale sia lo “stato della tecnica” attuale;
  • usufruendo immediatamente di tale progresso tecnologico, utilizzandolo come prodotto o procedimento innovativo nei propri processi (tramite licenza);
  • utilizzandolo il prodotto o il procedimento brevettato come base per sviluppare ulteriori prodotti e processi innovativi;
  • facendo affidamento alla prossima disponibilità dell’invenzione, al termine del periodo di “esclusiva” concesso dal titolo di proprietà industriale.

Quando un’invenzione è brevettabile

Possono essere oggetto di brevetto le innovazioni tecnologiche che abbiano una particolare applicazione industriale, e che si presentano come soluzioni nuove, originali e concrete di un problema tecnico.

Si possono quindi brevettare:

  • invenzioni di prodotto: macchine, strumenti, utensili, dispositivi meccanici, prodotti o risultati industriali e applicazioni tecniche in grado di fornire immediati risultati tecnici;
  • invenzioni di procedimento: ossia metodi, processi di fabbricazione e soluzioni di problemi tecnici relativi alle modalità di produzione industriale.

Requisiti di brevettabilità

Le caratteristiche che un’invenzione deve possedere perché possa essere “brevettabile”, sono principalmente:

  • la novità: un’invenzione è considerata nuova se non è compresa nello stato della tecnica, dove lo “stato della tecnica” è costituito da tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico nel territorio dello Stato o all’estero prima della data del deposito della domanda di brevetto, mediante una descrizione scritta o orale, una utilizzazione o un qualsiasi altro mezzo. Occorre precisare che la pubblicazione dell’invenzione in una rivista scientifica, la sua presentazione a una conferenza, l’esposizione in un catalogo sono tutti atti in grado di “annullare” la novità dell’invenzione. Anche in caso di condivisione del progetto di invenzione con partner strategici (ad esempio per finalizzarne il prototipo) è fondamentale concordare un apposito accordo di riservatezza, o non disclosure agreement, per evitare che informazioni riservate relative all’invenzione, non ancora brevettata, siano divulgate senza autorizzazioni. Questo requisito è assoluto in quanto valutato in ambito mondiale;
  • l’attività inventiva: un’invenzione è considerata come implicante un’attività inventiva se, per una persona esperta del ramo, essa non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. Questo requisito assicura che i brevetti siano concessi solamente a invenzioni che siano il risultato di un processo davvero creativo e “non ovvio” (almeno, per una persona di media abilità nel particolare ambito tecnologico di applicazione dell’invenzione stessa);
  • l’industrialità: come detto, un’invenzione, per essere brevettabile, deve essere tecnicamente fabbricabile, ed essere oggetto di concreta e pratica utilizzazione industriale (intesa nel suo senso più ampio, come qualcosa di distinto dall’attività puramente estetica o speculativa).

Opportunità di finanziamento

Ottenere un brevetto per un’invenzione industriale comporta, evidentemente, dei costi iniziali (che, nel tempo, vengono ripagati dai vantaggi che il brevetto porta con sé, indicati sopra).

Per questo motivo, per incentivare la creazione e la diffusione di idee innovative, esistono diverse misure pubbliche di sostegno:

1) Brevetti+

Con cadenza annuale, il Ministero (prima MiSE, ora MiMIT) apre un bando denominato “Brevetti+“, finalizzato all’acquisto di servizi specialistici per la valorizzazione economica di un brevetto già depositato. L’incentivo può finanziare l’acquisto di servizi specialistici relativi a progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione, organizzazione e sviluppo e trasferimento tecnologico dell’invenzione stessa. Le agevolazioni prevedono un contributo a fondo perduto fino a un massimo di Euro 140.000,00.

2) Bando “Brevetti 2023”

La Regione Lombardia offre un contributo fino a Euro 8.100 per micro, piccole e medie imprese lombarde che depositano nuovi Brevetti europei e internazionali o li estendono a livello europeo e internazionale.

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