Intelligenza Artificiale - Diritto europeo

Beatrice Pirovano

L’intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale nella trasformazione digitale della società. 

È impensabile oggi immaginare un futuro che prescinda dall’utilizzo dell’AI e segnali di come cambierà la nostra vita di tutti i giorni sono già ampiamente visibili.

Nel mondo dell’agricoltura, per esempio, del lavoro, della finanza, della sanità, della sicurezza l’intelligenza artificiale ha già fatto il suo ingresso con numerose applicazioni.

In ottica europea, l’AI è considerata inoltre, un punto centrale nel “Green Deal” e fortemente implicata nel rilancio dell’economia del Continente del dopo pandemia da Covid-19.

Per questo motivo, l’Unione sta preparando un primo pacchetto di norme il cui obiettivo dovrebbe essere la gestione non solo dei rischi insiti nell’adozione di soluzioni di AI, ma anche e soprattutto delle opportunità che questa tecnologia porta con sé.

L’intenzione è di rafforzare la fiducia che i cittadini comuni ripongono in questo strumento, consentendo alla società e al tessuto economico di sfruttarne appieno il potenziale, così da fornire terreno fertile e risorse a ricercatori, sviluppatori e imprese.

Lo scorso 20 ottobre 2020 il Parlamento europeo ha adottato tre proposte che riguardano:

  1. l’adozione di un quadro “etico” UE per l’intelligenza artificiale, che delinei i principi etici e gli obblighi legali da seguire nello sviluppo, nell’implementazione e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate. Questa cornice dovrà prevedere un intervento umano, quando le funzioni di autoapprendimento della macchina possano risultare pericolose.
  2. La responsabilità civile delle soluzioni di intelligenza artificiale, specie quelle “ad alto rischio”.
    Sono considerate tali, ad esempio, quelle che possono danneggiare o influenzare la vita, la salute, l’integrità fisica o il patrimonio. Vi ricadono anche quelle che possono causare un rilevante danno immateriale che si traduca in una “perdita economica verificabile”.
  3. Un sistema efficace per la disciplina dei diritti di proprietà intellettuale, a tutela degli sviluppatori innovativi che, per il momento, possono essere solamente persone fisiche.

Al centro di tutte le proposte, dovrà stare, secondo il Parlamento europeo, l’essere umano, che deve essere tutelato e salvaguardato da pregiudizi e discriminazioni, anche se derivanti dalla tecnologia (di per sé neutra), e guardare all’innovazione con fiducia.

Il testo della risoluzione del Parlamento europeo è disponibile a questo link.