Blockchain - Filiere tecnologiche

Oscar Paolo Legnani

Tutto molto interessante…ma l’Uomo? 

Potrà la tecnologia sostituire il nostro intervento nelle Filiere? 

Beh, in realtà il compito più importante spetta a noi o, meglio: 

– ai tecnici di Filiera, negli specifici settori; 

– agli imprenditori illuminati; 

– ai consumatori. 

Eh sì, ce n’è per tutti. 

Ma andiamo con ordine. 

Ai “tecnici di Filiera” spetta dettare le regole di processo e di incrocio dei dati raccolti, al fine di generare gli algoritmi di validazione; soltanto i tecnici di esperienza sapranno cogliere i passaggi essenziali che i sensori dovranno captare e quelli che invece dovranno essere evitati perché ridondanti, e poi, attraverso il sapiente incrocio di questi ultimi, generare le regole di validazione e certificazione di manomissione o atipicità della lavorazione. 

Agli “imprenditori illuminati”, il doppio compito di pretendere Filiere Tecnologiche 4.0 nelle quali inserire anche il tocco della sostenibilità e dell’economia circolare. 

All’ “utente” il compito della consapevolezza, ossia quello dell’acquisto consapevole per prezzo e provenienza, pretendendo di essere adeguatamente informato in trasparenza. 

Tutto qui? 

No, non è tutto. 

Manca l’asse dei Processi che noi vorremmo concentrato sulle relazioni. 

Ad una filiera tecnologica che ruota attorno alla piattaforma IoT non possono corrispondere relazioni (contratti, accordi) tradizionali, innanzitutto per motivo “geometrico”: la piattaforma IoT è CIRCOLARE (ossia tutti possono accedervi a vari livelli, in modo potenzialmente trasparente, e tutti ne traggono un vantaggio win win) mentre le relazioni classiche sono verticali, fondate sui rapporti di forza, dove molte volte uno dei due contraenti è perdente o insoddisfatto, sul controllo e sulle penali. 

Anche in questo tema occorre un passaggio evolutivo: 

– dai sistemi di contrattualistica statica ad un sistema “dinamico”, con clausole di processo, di soluzione delle problematiche, di rinegoziazione, di accordi pre-conflittuali; 

– dai sistemi di relazione gerarchica (committente – fornitore) alle relazioni collaborative come il contratto di rete, esempio geometrico circolare win win, che permette di scardinare i concetti tradizionali di cliente, fornitore, produttore, consulente, in favore di un lavoro molto più raffinato, votato non tanto all’individuazione e al mantenimento dei ruoli (e dei conseguenti diritti e doveri degli attori controparti) ma alla soluzione dei problemi o, ancor meglio, all’individuazione del miglior comportamento individuale, che sia vincente per tutti.

 

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